Volevamo parlare di problemi, costretti a parlare di regole
La campagna elettorale è arrivata ad un punto cruciale. Avremmo voluto parlare dei problemi dei nostri territori: dei nostri quartieri, delle nostre città e dei tanti centri di cui è fatta la nostra regione. Avremmo anche voluto spiegare e raccontare meglio i risultati raggiunti dal governo di centrosinistra della Regione Lazio. Avremmo voluto anche parlarvi di più del futuro e di ciò che ancora c’è da fare, che non è poco, per proseguire il lavoro iniziato. Ci sono fatti che però vengono prima dei programmi e prima dei protagonisti che calcano la scena politica. Parlo naturalmente delle regole del gioco che non possono essere stravolte mentre la partita è ancora in corso. Bene ha fatto la Regione a rivolgersi alla Corte costituzionale contro il cosiddetto decreto salva liste. Il fatto che il governo centrale intervenga su una competizione elettorale locale è un fatto di gravità inaudita.
La Costituzione repubblicana su cui è stata fondata la nostra democrazia è stata ottenuta grazie al sacrificio altissimo pagato dalla Resistenza al nazifascismo. Quello sforzo straordinario ci ha consegnato un complesso di valori e regole a cui è doveroso attenersi. Un dovere che dovrebbe essere addirittura categorico per chi nell’esercizio del governo sarebbe chiamato a rappresentare al meglio le leggi e i valori della nostra carta fondamentale. Così evidentemente non è.
E’ per questo che nel nostro paese si è aperta, con questa vicenda, una questione drammatica che riguarda la legalità ed il rispetto delle regole. Senza procedure formali non c’è democrazia. Mentre oggi in Italia le leggi le debbono osservare soltanto i cittadini comuni che non possono che pagare le tasse e che non usufruiranno mai di condoni.
Ecco perché abbiamo trasformato tutte le iniziative della campagna elettorale programmate per sabato 13 in modo da convogliare più cittadini possibili alla manifestazione indetta dalle opposizioni. Crediamo, infatti, che una nuova assunzione di responsabilità collettiva delle forze e democratiche e di progresso sia necessaria. Ci rivolgiamo però anche ai semplici cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza politica che credono però come noi che il rispetto delle leggi, da parte di tutti,sia alla base delle convivenza civile e democratica. Insieme ce la possiamo fare. Insieme possiamo pretendere di tornare a vivere in una democrazia piena perché realmente libera.

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