Referendum sull’acqua? Facciamone due

di Ignazio Marino
(da Il Manifesto del 18 giugno)

Portare acqua al mulino del Pd non è facile, di questi tempi. C’è chi la vuole privata, chi pubblica e chi mista. C’è l’autorevole posizione del segretario Bersani che manifesta simpatia per i movimenti in difesa dell’oro blu come bene comune, ma non firma per la presentazione dei referendum e si muove su una proposta di legge per un servizio pubblico integrato; c’è chi dice che bisogna firmare ma prende tempo per farlo e chi, come me, sostiene la consultazione popolare e ci mette la faccia e la penna, non foss’altro per esprimere, con tutta la forza possibile, la propria contrarietà alla riforma prevista dal decreto Ronchi. E poi c’è chi è apertamente per il no al referendum per l’acqua pubblica.

Non ignoro e trovo inaccettabile, per un paese industrializzato, che l’Italia perda ogni anno il 35-40% delle sue risorse in quel colabrodo che sono i suoi 337.452 km di reti, con un costo per i contribuenti di 2,5 miliardi. L’organizzazione che riunisce le 550 aziende che operano nei settori dell’acqua e dell’elettricità ha stimato in 66 miliardi di euro la spesa da sostenere in 30 anni per rendere efficiente il sistema. Una cifra enorme ma, d’altro canto, quella degli investimenti sembra l’unica strada da percorrere, per ragioni di matrice ecologica ed economica: siamo infatti tutti consapevoli del carattere finito della risorsa acqua e al contempo del forte e costante aumento delle tariffe.

Con la mia firma al referendum non voglio «riportare la gestione del servizio idrico in mano ad enti e carrozzoni statali», privando il mercato della sana concorrenza necessaria. Semplicemente vorrei che l’acqua non fosse gestita con spregiudicatezza da società che controllano i rubinetti, ma spesso non sono controllate dai comuni. Vorrei che finisse la vergogna siciliana dell’acqua razionata e salata, ma vorrei che ciò avvenisse senza introdurre meccanismi di affidamento della rete alla gestione privata, la cui verifica spetta alla politica, troppo spesso latitante e inadempiente, quando non connivente. Non mi riconosco in ragioni ideologiche per opporsi ad una gestione pubblico-privata dell’acqua, ma le regole stabilite in questi 10 anni di privatizzazioni, evidentemente, su buona parte del territorio italiano non sembrano essere state sufficienti per garantire il funzionamento delle reti.

Vorrei però porre anche molta attenzione sul metodo nella decisione. Se nel Pd non vi è una posizione unitaria su questo tema, smettiamo di andare in ordine sparso. Usiamo senza timori il referendum tra gli iscritti. È lo statuto che ci indica la via, semplice e democratica, utilizzabile per tutte le grandi questioni della nostra modernità, dal nucleare, al testamento biologico, all’acqua. Decidiamo quindi, attraverso il contributo dei circoli, la nostra posizione sulla gestione con dei sì o dei no chiari, tra le persone che sono e fanno il partito ogni giorno. Io mi impegno sin d’ora a rispettare l’esito della consultazione nel nostro popolo. Se sarà un no al referendum me ne farò una ragione, ma se sarà un sì lavoriamo tutti perché il referendum abbia successo, l’acqua resti bene pubblico e il risultato indichi chiaramente che pubblici devono restare gli investimenti necessari, magari utilizzando la proposta di statuto che un gruppo di democratici dell’area Cambialitalia (www.cambialitalia.it), guidati da Rosa Villecco Calipari e Vittorio Angiolini, sta elaborando. L’acqua è un diritto, non un privilegio. Non vendiamo l’acqua pubblica per inadempienze del passato pubblico della sua gestione, non svendiamola. E, comunque, non confondiamo le acque come Partito democratico. Una parola chiara, questo ci si aspetta da noi.

* * * * *

LINK CORRELATI

>> Referendum e Statuto dell’Acqua contro le logiche di mercato
>> L’acqua pubblica non si svende. Appello di Daniela Lastri e Cambialitalia Toscana

  • Facebook
  • Blogger Post
  • Tumblr
  • FriendFeed
  • Delicious
  • Technorati Favorites
  • Twitter
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Share/Bookmark

1 commento a “Referendum sull’acqua? Facciamone due”

  1. wa tshiala giò ha scritto:

    COMUNICATO COMITATO CITTADINO di VALENZANO PER LA TUTELA DELL’ACQUA, BENE COMUNE…
    http://www.facebook.com/comitatos?ref=pymk#!/note.php?note_id=448858761132&ref=notif

Lascia un commento