Oggi (solare costa meno di nucleare)

Oggi: da Wikileas al bavaglio riflessioni sulla società trasparente, i cittadini aquilani e il Pd, il solare che costa meno del nucleare, la linea politica in tema di diritti ma anche in tema di primarie (tornare sempre daccapo?), la strategia della Fiat e i lavoratori italiani.

  • Riflessioni dopo la pubblicazione dei documenti Usa sulla guerra in Afghanistan sul sito Wikileas, e non solo. Nei decenni più recenti – prima con la televisione e poi con la rete – siamo passati all’era della trasparenza. Sappiamo (quasi) tutto – o abbiamo l’illusione di sapere tutto. Anche in Italia abbiamo degli ottimi esempi recenti del valore della trasparenza. E questo dimostra come la legge sulle intercettazioni telefoniche (modificata o nello stato puro) va esattamente nella direzione opposta, contro la trasparenza e verso il buio.
    >> La società trasparente [Alexander Stille, La Repubblica]
  • Dopo il suo post dell’altro giorno, Federico D’Orazio prova a raccontare dalle colonne del suo blog il suo incontro nel centro dell’Aquila con i deputati del PD, venuti in autobús, da Roma. Sembra ci sia ancora speranza per far risorgere dalle macerie la città delle 99 piazze. E’ la dimostrazione che una cittadinanza attiva  ed una classe política impegnata e  capace di ascoltare potrebbero davvero fare la differenza.
    >> Mai sudditi [Federico D'Orazio]
  • Il PD di Pesaro, che governa il comune, ha bocciato la mozione che chiedeva l’istituzione del registro delle coppie di fatto. D’Alema ha detto che si è trattato di un errore e che la linea del Pd è il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Il vicepresidente Scalfarotto sottolinea che la linea non può essere di retroguardia e che certi errori sono disastri.
    >> Non è un errore, è un disastro [Ivan Scalfarotto]
  • “Quando ho letto sui giornali che tornavamo a parlare delle primarie, di chi vuol farle, di chi no, di chi sì ma per finta, confesso che ho provato un senso di sconforto. Mi son detta: non è possibile dover tornare sempre daccapo”.
    >> Un partito daccapo [Debora Serracchiani, Il Post]
  • Da qualche tempo le mosse della Fiat Auto stanno diventando frenetiche e rientrano in una precisa strategia: portare per quanto possibile nel nostro Paese le condizioni di lavoro dei paesi emergenti, e in prospettiva diminuire salari e tutele per i lavoratori, per reggere alla competizione internazionale.
    >> I rischi del Lingotto [Luciano Gallino, La Repubblica]
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