Mozione 2009

>> Il testo completo della mozione Marino per il congresso Pd del 2009

 

Noi italiani abbiamo il diritto di tornare a essere orgogliosi del nostro paese. Perché l’Italia è migliore di quanto vorrebbe la retorica del cinismo e del disincanto.
Siamo una grande nazione di cittadini che vivono ogni giorno milioni di storie, fatte di lavoro, passione e creatività. Donne e uomini che si impegnano a migliorare il proprio avvenire e che oggi alla politica chiedono soprattutto una prospettiva di speranza, insieme alla capacità di restituire visione e senso del futuro.
Per questo all’Italia serve un Partito Democratico vivo e vitale.

È l’idea stessa di democrazia a dover essere il filo conduttore delle scelte politiche e programmatiche del nostro partito.
Una democrazia più forte, che parta dai bisogni e dalle speranze di ogni singola persona e che punti ad includere un numero sempre maggiore di cittadini nella vita pubblica, sociale ed economica.
Una democrazia che non è data una volte per tutte, ma che va nutrita, curata e rafforzata attraverso scelte politiche mirate: dalla singola comunità cittadina alle istituzioni pubbliche, fino alle comunità internazionali di cui l’Italia è parte. Per noi la democrazia non può definirsi tale se continua a escludere le donne dalla vita pubblica e dai luoghi decisionali, che si priva del loro sguardo sul mondo, uno sguardo che tiene insieme e arricchisce tutta la società.
Come recentemente ci hanno insegnato le donne e gli uomini dell’Iran, la democrazia è strettamente legata all’insopprimibile, umana, ricerca della libertà. Una tensione universale che, a cavallo del ventunesimo secolo, ha condotto decine di nuovi stati ad adottare governi rappresentativi, a rafforzare la comunità internazionale degli stati democratici.
Il rafforzamento della democrazia nel nostro paese, che ha il suo fondamento nella resistenza al nazi-fascismo e nell’Assemblea Costituente, si è dovuto scontrare con i problemi dell’arretratezza economica e culturale, con la criminalità organizzata, con il terrorismo politico.

Superate prove durissime, l’Italia ha iniziato a conoscere, nel tempo della globalizzazione, un indebolimento della sua democrazia.
La crisi delle nostre istituzioni politiche e delle classi dirigenti diffuse ha generato un significativo distacco di ampi strati di popolazione dal discorso pubblico, al quale si è sostituita una spettacolarizzazione continua vissuta come fine a sé stessa da masse crescenti di persone, che non vedono altro mezzo per vivere un ruolo attivo nel corpo della società.
L’Italia è fatta di comunità locali coese, di coraggio quotidiano e di capacità solidale, offuscati da una narrazione in cui prevale un modello caratterizzato dall’individualismo clientelare, dalla furbizia cinica, che finisce per svuotare sistematicamente il senso civico nazionale.
Il Partito Democratico deve curare, a partire dallo sviluppo di una sana vita democratica al suo interno e nelle politiche che promuove, la crescita di un forte senso civico, imparando a riscoprire tradizioni millenarie che, in passato, sono state capaci di contaminare l’Europa intera.

L’Italia ha bisogno di tornare ad avere a cuore la propria democrazia. Avere a cuore la democrazia significa poter declinare in positivo e con un orizzonte largo ogni politica e ogni decisione. Avere a cuore la democrazia significa combattere le disuguaglianze economiche e sociali, lottare contro le discriminazioni e per i diritti di tutti, mirare all’integrazione di tutti i cittadini. Avere a cuore la democrazia significa progettare uno sviluppo economico dinamico e inclusivo, senza lasciare sacche di povertà e di marginalità.
Avere a cuore la democrazia significa affrontare le urgenze del mondo del lavoro, far cessare le forme intollerabili di precarietà – la “via italiana” alla flessibilità e alla competizione, che ha avuto risultati disastrosi per il futuro della nuove generazioni.  Avere a cuore la democrazia significa investire oggi in maniera strategica sulla scuola e sulla ricerca scientifica.
Avere a cuore la democrazia significa far tornare la questione meridionale al centro di un grande progetto di governo nazionale. Una più efficace presenza dello Stato deve andare di pari passo con un profondo senso di uguaglianza territoriale per il quale nulla di ciò che è normale e scontato a Milano non possa che essere normale e scontato anche a Palermo, e viceversa.
Avere a cuore la democrazia significa riformare il campo dei media attraverso una nuova e severa legislazione antitrust, necessaria per allargare non solo l’accesso a un’informazione politica pluralista, ma un mercato della pubblicità meno concentrato, che consenta il libero dispiegarsi della creatività nazionale nell’impresa economica, che oggi trova una strozzatura chiave nei regimi di quasi-monopolio dell’informazione.

Avere a cuore la democrazia futura significa dimostrare una naturale attenzione verso il presente, attraverso dispositivi che mirino a risolvere la crisi economica, sociale e culturale che stiamo attraversando.
Il concetto inclusivo della democrazia, intesa come un processo continuo e una chiara direzione di marcia è quindi nome, simbolo e sostanza del Partito Democratico. Un partito che mette al cuore della propria ragion d’essere la stessa ricerca individuale della libertà da cui si origina lo spirito e la sostanza della democrazia stessa.
Uno stato democratico non impone alcuna scelta individuale, ma difende ogni religione, ogni credo, ogni opinione politica, ideologica o la loro assenza, nei limiti in cui esse non contrastino con i principi di uguaglianza sostanziale e inclusiva della democrazia.
Da questa premessa discendono naturalmente le opzioni politiche e programmatiche contenute in questa mozione, senza alcuna differenza: si riferiscano esse alla vita interna del Partito Democratico, oppure tratteggino priorità politiche e programmatiche da mettere a disposizione del Paese.

L’Italia ha bisogno di più democrazia, l’Italia ha diritto di riscoprire l’orgoglio di sé, della sua dignità, della sua storia, del suo lavoro, delle sue comunità. Ha bisogno di guardare al futuro con speranza e con fiducia.
Per questa ragione ci presentiamo così: italiani e democratici.

  • Facebook
  • Blogger Post
  • Tumblr
  • FriendFeed
  • Delicious
  • Technorati Favorites
  • Twitter
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Share/Bookmark

6 commenti a “Mozione 2009”

  1. Gianfranco Baleani ha scritto:

    A mio avviso, manca una cosa fondamentale:
    in un sistema democratico i partiti politici sono “un mezzo” col quale fare politica, se invece sono “il fine” della politica ecco che si ha un sistema partitocratico (come è quello attuale). Per avere un sistema più democratico è indispensabile una riforma elettorale che preveda collegi piccoli e uninominali, solo così i partiti “sono costretti” ad ascoltare veramente i cittadini in fase di scelta dei candidati (poiché altrimenti questi potrebbero formare liste civiche il cui successo non sarebbe più intralciato dalla dimensione troppo estesa del collegio). Il numero dei parlamentari potrebbe non aumentare, bensì ridursi (passando al monocameralismo) gli eletti si confronterebbero maggiormente, durante il loro mandato, con i cittadini del proprio collegio e non soltanto con il segretario di partito come avviene oggi. Un partito che si definisce “democratico” dovrebbe avere come primo obiettivo quello di lottare per un sistema politico “veramente” democratico.

  2. maria giovanna ha scritto:

    Mi piace Marino, glielo dico di vero cuore…ma lasci che le dica che purtroppo è il partito che non funziona, forse lei potrebbe renderlo unico, ma le persone lì dentro sono una lobby e per di più con idee vecchie e confuse. Abbiamo bisogno di gente come lei, ma bisognerebbe costruire un partito con gente nuova.. e sappiamo bene che ciò non è attuabile, siamo in Italia!!! Spero vinca lei si faccia sentire di più.

  3. maurizio bernardi ha scritto:

    Non è un commento, ma una richiesta
    Sono reiscritto al partito (dopo venti anni di attesa che qualcosa si muovesse e che la gente potesse veramente dire la sua e contare).Desidererei tanto che finalmente sia concessa la possibilità di dibattere sulle idee e sulle prospettive.
    Vorrei sapere il nominativo, e possibilmente un recapito, della persona che verrà a presentare la lista di Marino al circolo di Monterotondo centro (Rm). Grazie

  4. amedeo pelliccia ha scritto:

    perchè non si può votare su internet dall’estero? Sono a Madrid, e arriverebbero una valanga di voti per Ignazio :(

  5. amedeo pelliccia ha scritto:

    RETTIFICO, si può votareeeeee olè

  6. acqua2o ha scritto:

    quoto maria giovanna. Attento Ignazio, non farti fagocitare dai giochi ipotere che conosce bene ahinoi, purtroppo, anche l’odierna sinistra, Dalema in testa

Lascia un commento