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	<title>Cambia l&#039;Italia</title>
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	<description>Vivi il PD, Cambia l&#039;Italia</description>
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		<title>Csm, Marino: &#8220;Voterò scheda bianca, non c&#8217;è stato confronto democratico&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6701" title="4340244979_1cc4b8a53f" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/4340244979_1cc4b8a53f-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />&#8220;Dario Franceschini sostiene che si sia trattato di rispetto della Costituzione e non di spartizione politica? Davvero ci vuole convincere che i nomi siano stati decisi da 50 parlamentari Pd? Si tratta di una colossale bugia, perché nel partito non c&#8217;è stato alcun confronto. I profili dei candidati non sono stati discussi nemmeno negli uffici di presidenza del Pd di Camera e Senato. Oggi voterò scheda bianca, e molti con me, e continuerò a farlo finché il Pd non seguirà un metodo veramente democratico in decisioni di tale importanza&#8221;. Così Ignazio Marino risponde al capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6701" title="4340244979_1cc4b8a53f" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/4340244979_1cc4b8a53f-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />&#8220;Dario Franceschini sostiene che si sia trattato di rispetto della Costituzione e non di spartizione politica? Davvero ci vuole convincere che i nomi siano stati decisi da 50 parlamentari Pd? Si tratta di una colossale bugia, perché nel partito non c&#8217;è stato alcun confronto. I profili dei candidati non sono stati discussi nemmeno negli uffici di presidenza del Pd di Camera e Senato. Oggi voterò scheda bianca, e molti con me, e continuerò a farlo finché il Pd non seguirà un metodo veramente democratico in decisioni di tale importanza&#8221;. Così Ignazio Marino risponde al capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, che aveva parlato di scelte trasparenti sulla nomina dei membri laici del Csm.</p>
<p>&#8220;Non voglio &#8211; afferma Marino &#8211;  un partito oligarchico in cui ci si spartisce i posti di potere. Chiedo semplicemente una visione democratica e un metodo trasparente e chiaro a tutti. Nel caso del Csm, sarebbe bastato aprire un confronto sui profili, coinvolgendo la segreteria del partito, i presidenti dei gruppi e i capigruppo delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, per poi sottoporre la rosa dei nomi al voto dell&#8217;assemblea&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mi chiedo quale differenza di metodo c&#8217;è tra noi e il Pdl &#8211; continua Marino &#8211; mi sembra che ci si somigli molto: in entrambi i casi è il vertice a imporre la lista di nomi, come ai tempi della Dc. Io ho la tessera del Partito Democratico come Franceschini, ma mi pare che traduciamo diversamente la parola democratico. Inoltre, è possibile che, su circa 30 milioni di italiane, il nostro capogruppo alla Camera non ne abbia individuata una con il profilo giusto per quella carica?&#8221;. &#8220;Infine &#8211; conclude Marino &#8211; mi piacerebbe che il Pd si impegnasse per la variazione del metodo di elezione dei membri del Csm: i candidati dovrebbero presentarsi prima di tutto davanti alle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.cambialitalia.it/csm-lettera-al-pd-i-candidati-siano-scelti-con-merito-e-trasparenza/" target="_blank">&gt;&gt; Csm, Marino: &#8220;I candidati siano scelti con merito e trasparenza&#8221; [Cambialitalia.it - 22/07/10]</a><br /> <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/07/29/news/csm_il_pd_sceglie_i_candidati-5913245/?ref=HRER1-1" target="_blank">&gt;&gt; Csm, oggi voto sugli otto laici. Scontro nel Pd: Bersani contro Marino [Repubblica.it - 29/07/10]</a></p>
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		<title>Ospedali psichiatrici giudiziari: più carceri che ospedali</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7403" title="piedi" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/piedi-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />di Ignazio Marino</span></p>
<p>E&#8217; stato davvero un viaggio tra gli ultimi degli ultimi. Io, insieme ai senatori della Commissione d&#8217;inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, abbiamo presentato oggi l&#8217;intera inchiesta (svolta con blitz e sopralluoghi a sorpresa) sui sei ospedali psichiatrici giudiziari italiani (Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere).<br />Un inferno per 1.500 internati: le carenze, la sporcizia e il degrado sono vergognose e superano l&#8217;immaginazione. Sembra un problema di nicchia perché parliamo di 1.500 persone, ma è un problema di civiltà per il nostro Paese. Nell&#8217;Opg di Barcellona Pozzo di Gotto un&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7403" title="piedi" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/piedi-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />di Ignazio Marino</span></p>
<p>E&#8217; stato davvero un viaggio tra gli ultimi degli ultimi. Io, insieme ai senatori della Commissione d&#8217;inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, abbiamo presentato oggi l&#8217;intera inchiesta (svolta con blitz e sopralluoghi a sorpresa) sui sei ospedali psichiatrici giudiziari italiani (Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere).<br />Un inferno per 1.500 internati: le carenze, la sporcizia e il degrado sono vergognose e superano l&#8217;immaginazione. Sembra un problema di nicchia perché parliamo di 1.500 persone, ma è un problema di civiltà per il nostro Paese. Nell&#8217;Opg di Barcellona Pozzo di Gotto un uomo era legato mani e piedi a un letto con delle garze, il letto di contenzione aveva un buco in mezzo dal quale defluivano feci e urine; le stanze sono sovraffollate, sporche, ammuffite. Dovrebbero essere degli ospedali ma i medici sono rarissimi.</p>
<p>Dovrebbero essere reparti psichiatrici ma gli psichiatri non ci sono. Negli OPG si entra ma si rischia di non uscire più. Sono moltissime le persone sottoposte a misure di sicurezza anche se hanno commesso un reato minore e mai più uscite a causa delle infinite proroghe, anno dopo anno, senza speranza. Un uomo a Secondigliano è entrato nell&#8217;OPG dopo essersi presentato vestito da donna davanti a una scuola 25 anni fa. E&#8217; ancora lì. Sono i cosiddetti &#8220;ergastoli bianchi&#8221; che in alcuni casi arrivano anche al 40% delle persone internate. Tutti lo sanno, nessuno ne parla.</p>
<p>Non si possono raccontare questi scenari a dir poco vergognosi ma sono situazioni inaccettabili che devono finire. La Commissione ha inviato la relazione dei NAS alle procure competenti per denunciare ogni carenza e irregolarità. Personalmente, non mi darò pace fino a quando le persone ammalate non saranno fatte uscire dagli OPG e ricoverate in ospedali attrezzati. Ma chiedo anche che chi non deve più essere trattenuto sia lasciato libero e preso in carico da chi ha il dovere di assicurare il servizio ai pazienti psichiatrici sul territorio. Basta chiudere gli occhi e distogliere lo sguardo! Basta con questa vergogna di Stato.</p>
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		<title>Oggi (solare costa meno di nucleare)</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="rsmarino-150x1501" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/rsmarino-150x15011.jpg" alt="" width="110" height="110" />Oggi: da Wikileas al bavaglio riflessioni sulla società trasparente, i cittadini aquilani e il Pd, il solare che costa meno del nucleare, la linea politica in tema di diritti ma anche in tema di primarie (tornare sempre daccapo?), la strategia della Fiat e i lavoratori italiani.</p>
<ul>
<li>Riflessioni dopo la pubblicazione dei documenti Usa sulla guerra in Afghanistan sul sito Wikileas, e non solo. Nei decenni più recenti – prima con la televisione e poi con la rete –  siamo passati all’era della trasparenza. Sappiamo (quasi) tutto – o  abbiamo l’illusione di sapere tutto. Anche in Italia abbiamo degli ottimi</li></ul><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="rsmarino-150x1501" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/rsmarino-150x15011.jpg" alt="" width="110" height="110" />Oggi: da Wikileas al bavaglio riflessioni sulla società trasparente, i cittadini aquilani e il Pd, il solare che costa meno del nucleare, la linea politica in tema di diritti ma anche in tema di primarie (tornare sempre daccapo?), la strategia della Fiat e i lavoratori italiani.</p>
<ul>
<li>Riflessioni dopo la pubblicazione dei documenti Usa sulla guerra in Afghanistan sul sito Wikileas, e non solo. Nei decenni più recenti – prima con la televisione e poi con la rete –  siamo passati all’era della trasparenza. Sappiamo (quasi) tutto – o  abbiamo l’illusione di sapere tutto. Anche in Italia abbiamo degli ottimi esempi recenti del valore della trasparenza. E questo dimostra come la legge sulle intercettazioni telefoniche (modificata o  nello stato puro) va esattamente nella direzione opposta, contro la  trasparenza e verso il buio.<br /> <a href="http://stille.blogautore.repubblica.it/2010/07/29/la-societa-trasparente/?ref=HROBA-1" target="_blank">&gt;&gt; La società trasparente [Alexander Stille, La Repubblica]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>Dopo<a href="http://www.imille.org/2010/07/qualcosa-di-sensato/"> il suo post dell’altro giorno</a>, Federico D’Orazio prova a raccontare dalle colonne del suo blog il suo incontro nel centro dell’Aquila con i deputati del PD, venuti in autobús, da Roma. Sembra ci sia ancora speranza per far risorgere dalle macerie la città delle 99 piazze. E’ la dimostrazione che una cittadinanza attiva  ed una classe política impegnata e  capace di ascoltare potrebbero davvero fare la differenza.<br /> <a href="http://stazionemir.wordpress.com/2010/07/28/mai-sudditi/" target="_blank">&gt;&gt; Mai sudditi [Federico D'Orazio]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare  costa meno di quella nucleare. <br /><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_27/solare-costi-nucleare_6c3ac74a-998b-11df-882f-00144f02aabe.shtml" target="_blank">&gt;&gt; Il solare costa meno del nucleare [Corriere della sera] </a></li>
</ul>
<ul>
<li>Il PD di Pesaro, che governa il comune, ha bocciato la mozione che chiedeva l’istituzione del registro delle coppie di fatto. D&#8217;Alema ha detto che si è trattato di un errore e che la linea del Pd è il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Il vicepresidente Scalfarotto sottolinea che la linea non può essere di retroguardia e che certi errori sono disastri.<br /> <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/?p=5714" target="_blank">&gt;&gt; Non è un errore, è un disastro [Ivan Scalfarotto]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>&#8220;Quando ho letto sui giornali che tornavamo a parlare delle primarie, di  chi vuol farle, di chi no, di chi sì ma per finta, confesso che ho  provato un senso di sconforto. Mi son detta: non è possibile dover  tornare sempre daccapo&#8221;.<br /> <a href="http://www.ilpost.it/deboraserracchiani/2010/07/28/un-partito-daccapo/" target="_blank">&gt;&gt; Un partito daccapo [Debora Serracchiani, Il Post]</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.ilpost.it/deboraserracchiani/2010/07/28/un-partito-daccapo/" target="_blank"></a>Da qualche tempo le mosse della Fiat Auto stanno diventando frenetiche e rientrano in una precisa strategia: portare per quanto possibile nel nostro Paese le condizioni di lavoro dei paesi emergenti, e in prospettiva diminuire salari e tutele per i lavoratori, per reggere alla competizione internazionale.<br /> <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T36VX" target="_blank">&gt;&gt; I rischi del Lingotto [Luciano Gallino, La Repubblica]</a></li>
</ul>
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		<title>Manovra finanziaria, l&#8217;intervento in Aula di Gozi</title>
		<link>http://www.cambialitalia.it/manovra-finanziaria-lintervento-in-aula-di-gozi/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 06:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7039" title="tremontiberlusc" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/tremontiberlusc.jpg" alt="" width="110" height="110" /><span style="text-decoration: underline;">di Sandro Gozi</span></p>
<p>Signor Presidente, il Governo Berlusconi ha mentito per due anni agli italiani. La crisi non c&#8217;è, diceva Tremonti aiutato dal suo miglior portavoce di questo periodo: Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio. Anzi, è passata; all&#8217;improvviso l&#8217;ineffabile Ministro, che si vuol far credere filosofo, sempre Tremonti, scopre una crisi storica, con cui tutti gli italiani, in realtà, si scontrano da mesi, se non da anni. Scopre, inoltre, che l&#8217;Italia, che ha governato Tremonti per più di otto anni su dieci, va male. Il Ministro ha aggiunto che aveva previsto tutto nei suoi libri, gli mancava solo la data. Ci chiediamo,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7039" title="tremontiberlusc" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/tremontiberlusc.jpg" alt="" width="110" height="110" /><span style="text-decoration: underline;">di Sandro Gozi</span></p>
<p>Signor Presidente, il Governo Berlusconi ha mentito per due anni agli italiani. La crisi non c&#8217;è, diceva Tremonti aiutato dal suo miglior portavoce di questo periodo: Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio. Anzi, è passata; all&#8217;improvviso l&#8217;ineffabile Ministro, che si vuol far credere filosofo, sempre Tremonti, scopre una crisi storica, con cui tutti gli italiani, in realtà, si scontrano da mesi, se non da anni. Scopre, inoltre, che l&#8217;Italia, che ha governato Tremonti per più di otto anni su dieci, va male. Il Ministro ha aggiunto che aveva previsto tutto nei suoi libri, gli mancava solo la data. Ci chiediamo, caro Ministro, perché lei non ha fatto nulla se aveva previsto tutto da anni.</p>
<p>Tremonti, poi, di recente, sembra anche aver scoperto qualcosa che si chiama Europa, che si chiama Unione europea.<br />Ne parla, male; la invoca, a sproposito; addirittura invoca oggi quella governance economica (non pronuncia mai la parola governo economico) che nel 2002 lui stesso in uno dei suoi libri scadenti definiva un pericoloso neofascismo.<br />Insomma, si conferma quello che è: incompetente, falso e pericoloso. L&#8217;Europa ci chiede di mantenere certi impegni, non entra certamente nel merito e non ci chiede quelle non misure che invece voi state adottando con un ennesimo voto di fiducia. Anche da un punto di vista europeo, se entriamo nel merito, una manovra come la vostra, per come è strutturata, è inutile ed è tipica di un Governo che non ha strategia, che non ha visione e che non ha a cuore il futuro della gente e del Paese.</p>
<p>Il Governo ha improvvisato. Ho detto che il Governo ha mentito e ora aggiungo che il Governo ha improvvisato. Siamo partiti dalle province: province sì, province no. Poi aboliamo l&#8217;Istituto nazionale per il commercio estero, anzi no salviamolo. Eliminiamo, però, l&#8217;Istituto di studi e analisi economica. Certamente, rispetto all&#8217;Europa è troppo imbarazzante avere un istituto indipendente che svolge analisi indipendenti in materia di economia e finanza in Italia. È molto meglio riportarlo sotto controllo del Ministro. Certamente, occorrono tagli non orizzontali. Occorrono tagli, ma sulla base di una valutazione di efficienza di tutte le amministrazioni centrali. È stato detto da vari colleghi, da ultimo Duilio, e non tornerò su questo punto. Il Governo, poi, ha smentito se stesso. Dopo averci attaccato dal 2006 al 2008 per la nostra lotta efficace all&#8217;evasione fiscale, dopo aver abolito tutte le misure antievasione varate dal nostro Governo precedente, ora basa praticamente la metà della sua manovra su misure ideate da noi e che ora Tremonti reintroduce in maniera parziale.</p>
<p>Secondo il Ministro queste misure di lotta contro l&#8217;evasione fiscale dovrebbero garantire dagli 8 ai 10 miliardi di nuove entrate. Se la matematica non è un&#8217;opinione ciò significa che se nel 2008 queste misure non fossero state abolite, oggi avremmo almeno tra i 18 e i 20 miliardi di entrate in più e questa manovra non sarebbe stata necessaria. Peccato, però, per noi tutti perché in realtà, anche in un quadro europeo, se guardiamo ad un&#8217;imposta che ha una dimensione europea, quale è l&#8217;IVA, e ne analizziamo i dati, la credibilità delle destre italiane nella lotta contro l&#8217;evasione fiscale è assolutamente zero. Infatti, se andate a guardare gli ultimi dieci anni e tutti i periodi in cui il centrodestra è stato al Governo, l&#8217;evasione dell&#8217;IVA è sempre aumentata, mentre è diminuita nei pochi periodi in cui noi del centrosinistra eravamo al Governo. Quindi, anche sull&#8217;evasione fiscale vi è un dato contabile e un&#8217;originalità, perché di solito non si prendono in considerazione i risultati che deriveranno dall&#8217;evasione fiscale. Vi è un dato di credibilità &#8211; soprattutto in materia di IVA, ma non solo &#8211; che depone in maniera molto negativa rispetto al Governo.<br />Ma veniamo ad altre considerazioni. L&#8217;Italia è, tra i Paesi europei e in generale tra i Paesi sviluppati, il Paese in cui stiamo vedendo le disparità di reddito più ampie. Le disparità di reddito in Italia crescono a ritmi molto più veloci e molto più preoccupanti rispetto ad altri Paesi europei e sviluppati. Si sta veramente creando un divario sempre più grande tra ricchi e poveri e tra i poveri ora vi sono anche i cosiddetti colletti bianchi, i liberi professionisti e la famosa classe media che anche in Italia soffre sempre di più, per non parlare degli operai. Il coefficiente di Gini, che calcola il tasso di disparità nella distribuzione del reddito dei Paesi, assegna a noi italiani un valore di 35, contro il 28 della Francia e il 23 di Svezia e Danimarca. Peggio di noi in Europa, per quanto riguarda le disparità del reddito, ci sono solo il Portogallo e la Polonia. Fuori dell&#8217;Europa fanno peggio di noi la Turchia e il Messico.</p>
<p>È stata presentata, quindi, una manovra «europea» dal Ministro, ma mica tanto europea. Nei Paesi del nord Europa si chiedono sacrifici maggiori ai cittadini più abbienti con le manovre (basta guardare alla Svezia). In Francia e in Germania certamente si tagliano gli sprechi, ma non si sacrificano famiglie e scuola. Se andiamo oltreoceano, gli Stati Uniti di Obama combattono la crisi con stimoli all&#8217;economia e con la riforma storica della sanità e del welfare.</p>
<p>Non chiediamo di punire i ricchi in Italia per una malcelata invidia sociale. Certo, in altri tempi questa manovra si sarebbe definita una manovra classista, perché colpisce solo alcuni ceti e, guarda caso, i ceti medi e quelli più deboli. Però, si tratta di chiedere a chi sta meglio un piccolo sacrificio, un aiuto per sostenere e riavviare l&#8217;economia di un Paese che non uscirà mai dalla crisi con queste misure. Ce ne sono varie: invece di condannare il Paese alla stagnazione, basterebbe un contributo &#8211; e parlo solo dell&#8217;Italia &#8211; una tantum dello 0,3 per cento sul patrimonio dei 2 milioni di contribuenti superricchi, che sono compresi in quel 10 per cento della popolazione che in Italia detiene ormai più del 50 per cento della ricchezza nazionale, e si ricaverebbero 10 miliardi di euro. Per non parlare di quanto si potrebbe fare contro la crisi a livello europeo: abbiamo già parlato della possibilità di una imposizione sulle operazioni finanziarie di borsa a livello europeo, ma Berlusconi si è opposto. Vorrei ricordare che, imponendo dello 0,05 per cento ogni singola operazione finanziaria nello spazio europeo, si ricaverebbero in Europa circa 200 miliardi, pari all&#8217;1,3 per cento del prodotto interno lordo. Ovviamente Berlusconi si è opposto nell&#8217;ultimo Consiglio europeo anche a questa ipotesi.</p>
<p>Non parliamo nemmeno del regalo che stiamo facendo con lo scudo fiscale: anche questo è un tema che è stato sollevato. Vengo, prima di terminare, ad alcuni punti che invece, non solo non ci mettono in linea politica con le grandi tendenze europee, ma ci mettono nella ambiguità comunitaria e nella piena illegalità comunitaria. Ambiguità comunitaria significa che le poche disposizioni che dovrebbero, secondo Tremonti, favorire la crescita, come ad esempio la riduzione dell&#8217;IRAP o le agevolazioni fiscali per le imprese aderenti ai contratti di rete, sono misure del tutto ipotetiche. Lo sono perché ogni singolo progetto che riguardi la riduzione dell&#8217;IRAP in certe zone del Paese o le agevolazioni fiscali per i contratti di rete andrà previamente, progetto per progetto, notificato alla Commissione europea. La Commissione europea, progetto per progetto, ci dirà se quelle agevolazioni fiscali sono o meno compatibili con le norme del mercato unico. Quindi, quelle pochissime misure che presentate per la crescita sono del tutto ipotetiche, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista giuridico.</p>
<p>Vengo alla cosa più flagrante e veramente non credo vi siano precedenti nella storia della politica agricola comune, che è la vicenda delle quote latte. Si tratta di una vicenda veramente grave, perché per la prima volta abbiamo una maggioranza che sta adottando una manovra in flagrante violazione degli impegni giuridici e politici che abbiamo preso con un gentlemen&#8217;s agreement con la Commissione europea (ma evidentemente ce ne sono pochi di gentiluomini della maggioranza). Durante l&#8217;approvazione il Ministro dell&#8217;agricoltura scrive al Commissario europeo che ritiene questa misura incompatibile e in violazione con gli impegni politici presi in materia di rateizzazione delle quote latte.</p>
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		<title>Cambialitalia, work in progress</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[territori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5867" title="cambia" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/cambia-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />Pubblichiamo l&#8217;intervento che ha fatto Marco Pigozzi nella riunione tenutasi nei giorni scorsi a Gorla Minore con cui è stata presentata Cambialitalia in provincia di Varese. C&#8217;è dentro un diario fatto di inevitabili delusioni e arrabbiature ma anche di speranze e voglia di impegnarsi.</p>
<p>* * * * *</p>
<p><strong>Cambialitalia, work in progress<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;">di Marco Pigozzi</span></p>
<p>Cambialitalia, quel propulsore di innovazione scaturito dal congresso fondativo dello scorso febbraio si presenta finalmente anche nel nostro territorio. Vale quindi la pena a mio avviso fare alcune precisazioni, in questa bellissima sede, per spiegare cosa sia questo spazio nato interno al partito rendendo onore a&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5867" title="cambia" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/cambia-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />Pubblichiamo l&#8217;intervento che ha fatto Marco Pigozzi nella riunione tenutasi nei giorni scorsi a Gorla Minore con cui è stata presentata Cambialitalia in provincia di Varese. C&#8217;è dentro un diario fatto di inevitabili delusioni e arrabbiature ma anche di speranze e voglia di impegnarsi.</p>
<p>* * * * *</p>
<p><strong>Cambialitalia, work in progress<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;">di Marco Pigozzi</span></p>
<p>Cambialitalia, quel propulsore di innovazione scaturito dal congresso fondativo dello scorso febbraio si presenta finalmente anche nel nostro territorio. Vale quindi la pena a mio avviso fare alcune precisazioni, in questa bellissima sede, per spiegare cosa sia questo spazio nato interno al partito rendendo onore a quelli che, a mio modesto parere, sono i cardini fondamentali che lo costituiscono. &#8217;Cambia l&#8217;italia&#8217; non è nata ad Orvieto sotto il segno delle &#8216;correnti&#8217; interne al PD, come mi par di capire molti (di voi) la intendano. La stra-grande maggioranza delle persone che si sono ritrovate nei principi della mozione congressuale del senatore Marino, hanno chiesto, nei mesi successivi all&#8217;assemblea di Roma dello scorso novembre, che fosse loro fornita una opportunità per non &#8216;perdersi di vista&#8217;, e poter &#8216;fare rete&#8217; attraverso un sistema organizzativo che fosse strutturato su un doppio livello, prevedendo sia la partecipazione ad eventi specifici (come i seminari territoriali che Marino presiede regolarmente), sia una compartecipazione virtuale attraverso un grande portale (il sito Cambialitalia.it) nel quale far confluire e mettere in circolo le idee e nel quale poter continuare a tenere alta l&#8217;asticella dell&#8217;attenzione al fine di non lasciar cadere alcuni temi-chiave che tanto stanno a cuore ad Ignazio Marino e ai suoi sostenitori. Penso al tema dei diritti civili, dell&#8217;innovazione, del superamento delle vecchie logiche di diritti/doveri del lavoro, per scardinare i privilegi dei pochi a vantaggio dei molti (soprattutto i giovani), penso al tema della green-economy, dell&#8217;apertura ai movimenti della società civile, della promozione della legalità, penso infine al tema del testamento biologico e del passaggio dallo jus-sanguinis allo jus-soli per le nuove generazioni.<br />
Quanto spazio si da all&#8217;interno del nostro partito a queste tematiche in tempo &#8216;ordinario&#8217;? Poco, troppo poco, fatta eccezione per qualche risposta diplomatica, e a volte generalista, data alle destre su qualche evento specifico portato a galla dalle cronache dei quotidiani. Ignazio Marino ha pensato a &#8220;Cambialitalia&#8221; come ad un motore di idee, uno scenario di discussione al servizio del partito affinché il PD si faccia &#8216;gli anticorpi&#8217; a queste tematiche e si arrivi finalmente ad una chiarezza di fondo che non risieda solo nei programmi (che nessuno ora sembra considerare più importanti del gossip e del toto-nomi) ma che si rifaccia piuttosto ad una correttezza deontologica tale per cui il partito parli all&#8217;unisono. Ed il caso &#8216;Veronesi&#8217; è l&#8217;emblema tipico di questo atteggiamento spesso confusionario e contradditorio. &#8217;Cambialitalia&#8217; è, come riporta il sito &#8220;un luogo di dialogo orizzontale, che mette la persona al centro del cambiamento: per incoraggiare le aspirazioni di ciascuno, garantire sicurezze  a tutta la comunità, preservare l’ambiente.&#8221; E&#8217; un luogo in cui non viene promesso niente, ma bensì viene stimolato un percorso di innovazione attraverso idee e proposte che siano finalizzate al bene del partito, quindi né teatrini della finta uguaglianza, né tatticismi da perseguire, né operazioni di casting politico.</p></div>
<div>Il fatto che poi, nei mesi successivi alla fondazione di &#8216;Cambialitalia&#8217;, il PD sia stato genitore di un susseguirsi di fondazioni, associazioni, scuole politiche, progetti, iniziative, singoli eventi (tutti peraltro di autorevole profilo e per questo meritevoli di stima) ha un suo valore intrinseco nel fatto che da più parti e secondo le proprie sensibilità si chiede al partito di cambiare marcia. Ma tutto ciò non deve portare all&#8217;automatica conseguenza della &#8217;sindrome da roulette russa&#8217; nella quale una cosa esclude automaticamente l&#8217;altra. Sarebbe a mio avviso sbagliato anche solo immaginare un parallelismo tra il nostro partito ed un campionato sportivo nel quale una delle squadre partecipanti indossi una casacca avversaria di un’altra. Il rischio, gravissimo, è quello di calarci tutti quanti in uno scenario simile a quello che Paolo Giordano tratteggia ne &#8220;La solitudine dei numeri primi&#8221;, ovvero laddove l&#8217;unione (che, a rigor di logica, si dice &#8220;faccia&#8221; la forza) tra i diversi personaggi viene meno per la compiaciuta consapevolezza di ciascuno di loro nel credere di essere il migliore, pregiudicandone la capacità a &#8216;fare squadra’ e restando quindi relegato al ruolo di &#8216;re del proprio universo&#8217;.</p>
<p>Concludendo, uno scenario di discussione, dicevo prima, nel quale potersi mettere al servizio del PD anche nel nostro territorio, malgovernato dalla Lega (e dalla sua politica populista e mai abbastanza combattuta) e dal PDL, alcova prediletta di molti politici che, come riportano ultimamente numerose fonti mediatiche, fanno dell&#8217;intreccio tra sperpero di risorse, malaffare e clientelismo il loro modus operandi al servizio delle lobby e dei &#8217;potentati&#8217; locali. Ecco perchè credo fortemente che &#8216;Cambialitalia&#8217; sia e debba essere unanimemente riconosciuta come una risorsa in più nel PD e quindi meritevole di quel &#8216;diritto ad esistere&#8217; che rivendico con forza non soltanto in Lombardia ma anche nella nostra provincia.</p>
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		<title>Oggi (tappe di una catastrofe annunciata)</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="rsmarino-150x1501" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/rsmarino-150x15011.jpg" alt="" width="110" height="110" />Oggi: la rete impressionante della P3, la legge che vuole zittire anche i blogger, la legge elettorale di cui nessuno parla più, la riforma dell&#8217;università e le tappe di una catastrofe, un viaggio nel quartiere Mirafiori tra Torino e la Fiat.</p>
<ul>
<li>Come definire e interpretare questa &#8220;P3&#8243; che emerge dalle carte giudiziarie e dagli articolo di giornale?<br /><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/57101girata.asp" target="_blank">&#62;&#62; P3, una rete impressionante, non solo quattro lobbisti [Guido Ruotolo, La Stampa]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>E intanto va avanti la &#8220;legge bavaglio&#8221;. Sembra che diversi politici italiani, anziché concentrare le loro energie su come  ridurre il divario nell&#8217;accesso ai mezzi tecnologici e</li></ul><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="rsmarino-150x1501" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/rsmarino-150x15011.jpg" alt="" width="110" height="110" />Oggi: la rete impressionante della P3, la legge che vuole zittire anche i blogger, la legge elettorale di cui nessuno parla più, la riforma dell&#8217;università e le tappe di una catastrofe, un viaggio nel quartiere Mirafiori tra Torino e la Fiat.</p>
<ul>
<li>Come definire e interpretare questa &#8220;P3&#8243; che emerge dalle carte giudiziarie e dagli articolo di giornale?<br /><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/57101girata.asp" target="_blank">&gt;&gt; P3, una rete impressionante, non solo quattro lobbisti [Guido Ruotolo, La Stampa]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>E intanto va avanti la &#8220;legge bavaglio&#8221;. Sembra che diversi politici italiani, anziché concentrare le loro energie su come  ridurre il divario nell&#8217;accesso ai mezzi tecnologici e digitali per la popolazione o su come più efficacemente educare i cittadini ad un  uso maturo e consapevole della Rete,  da circa due anni sembrano cercare il modo di rendere l’espressione del  proprio pensiero online più difficile e gravosa.<br /><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7647&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">&gt;&gt; La legge che zittità i blogger [Juan Carlos De Martin, La Stampa]</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7647&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank"></a>Crisi o non crisi, di governo o di tutto il resto, rimane un fantasma nella nostra scena pubblica: la legge elettorale. La sua  riforma non ha mai occupato i desideri della maggioranza di governo, ora  non interessa più nemmeno all’opposizione. Perché dovrebbe? È così  comodo manovrare un esercito di soldatini di piombo travestiti da  parlamentari.<br /><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7648&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">&gt;&gt; Gli elettori senza potere [Michele Ainis, La Stampa]</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7648&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank"></a>E&#8217; in via di approvazione la parziale riforma universitaria promossa dal ministro Gelmini. Crain su Repubblica la analizza come ennesima tappa di una catastrofe.<br /><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T2DJY" target="_blank">&gt;&gt; Università, la lunga storia della catastrofe [Guido Crainz, La Repubblica]</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T2DJY" target="_blank"></a>«Adesso vuole vedere che faremo la fine del Lingotto? Ma io al posto della fabbrica un centro commerciale mica lo voglio». Mentre rientra dal mercato, Silvana Giaccone,  62 anni di cui quasi 40 vissuti nel quartiere simbolo della Torino  fordista, guarda al di là di corso Unione Sovietica e corso Agnelli,  indica la facciata bianca dove fino a qualche anno fa campeggiava il  logo blu della Fiat e sospira: «Quando sono arrivata qui il piazzale era  sempre pieno di macchine, adesso hanno costruito case e giardini perché  i parcheggi non servono più».<br /><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-27/fiat-vara-newco-fabbrica-202330.shtml?uuid=AYv2wZBC" target="_blank">&gt;&gt; Viaggio nel quartiere Mirafiori, mito sbiadito della Torino fordista [Marco Ferrando, Il Sole 24 Ore]</a></li>
</ul>
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		<title>Firenze, il social banking e la crisi globale</title>
		<link>http://www.cambialitalia.it/firenze-il-social-banking-e-la-crisi-globale/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[territori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7277" title="euri" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/euri.jpeg" alt="" width="110" height="110" /><span style="text-decoration: underline;">di Simone Siliani</span></p>
<p>Modi diversi di reagire alla crisi globale: chi, come i Giovani Industriali, parla del dovere di rischia-re e chi, come l’Institute for Social Banking, istituzione che riunisce 12 banche sociali di finanza e-tica in Europa e tiene la sua Summer School a Firenze, parla di “Fare banca sui valori – quali valo-ri?”. Il primo mantiene un approccio spavaldo eppure tanto assertivo quanto inane, conservatore per quanto esteriormente dinamico. Il secondo si addentra nei meandri della crisi, si interroga sulle sue cause profonde e su come le banche debbano cambiare se stesse per cambiare il sistema.</p>
<p>Oltre 100&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7277" title="euri" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/euri.jpeg" alt="" width="110" height="110" /><span style="text-decoration: underline;">di Simone Siliani</span></p>
<p>Modi diversi di reagire alla crisi globale: chi, come i Giovani Industriali, parla del dovere di rischia-re e chi, come l’Institute for Social Banking, istituzione che riunisce 12 banche sociali di finanza e-tica in Europa e tiene la sua Summer School a Firenze, parla di “Fare banca sui valori – quali valo-ri?”. Il primo mantiene un approccio spavaldo eppure tanto assertivo quanto inane, conservatore per quanto esteriormente dinamico. Il secondo si addentra nei meandri della crisi, si interroga sulle sue cause profonde e su come le banche debbano cambiare se stesse per cambiare il sistema.</p>
<p>Oltre 100 esperti da 17 paesi non solo europei che discuto per una settimana dell’impatto delle istituzioni finanziarie sulla società, del microcredito, dei valori e della pratica del modo di fare banca, del ruolo del denaro in relazione ai bisogni. Tanto che la prossima Summer School che si terrà in Inghilterra nel 2011 avrà per tema “Il denaro governa il mondo, ma chi governa il denaro?”. Un istituzio-ne specializzata nella ricerca, formazione e aggiornamento professionale di chi si occupa di finanza etica: le diverse modalità e finalità nell’uso del denaro, la dimensione etica e sociale della circola-zione dei soldi, l’adesione al significato vero e umano del risparmio non sono temi relativi solo alla deontologia professionale degli operatori o al loro rapporto con i risparmiatori (che pure sono questioni su cui non sarebbe male riflettere), ma vanno alla radice dell’economia e riguardano tutti i produttori, imprenditori e lavoratori. Per uscire davvero dalla crisi occorre ricostruire nuovi (e antichi) valori della libertà d’impresa e del lavoro, altro che cancellarne i riferimenti costituzionali!</p>
<p>Qui non c’è da rischiare (nella finanza globale ultra liberista lo si è fatto fin troppo e i risultati li ab-biamo sotto gli occhi). C’è piuttosto da ripensare al significato sociale dell’uso del denaro e del capi-tale che sono al servizio dell’uomo, non l’inverso. La scelta di Firenze per l’Institute for Social Banking non è casuale: qui sono stati inventati gli strumenti ancora in uso nel sistema finanziario e bancario e qui il vescovo S. Antonino Pierozzi nel Quattrocento diede vita ad una originale dottrina economica sul capitale riorganizzando le Compagnie di Dottrina, finalizzando i risparmi al bene comune, contro l’usura e la simonia. La storia, poi, ha preso un’altra direzione. Oggi, i giovani della Summer School cercano una nuova strada: c’è qualcuno a Firenze che vuole parlarne?</p>
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		<title>Oggi (diaboliche rettifiche)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="rsmarino-150x1501" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/rsmarino-150x15011.jpg" alt="" width="110" height="110" />Oggi: la fine solo annunciata di Berlusconi, i giovani a scuola di politica (Vendola e non solo), il bavaglio su blog e Rete, il giornalismo che cambia la storia perlomeno in America, le trivelle Bp nel Mediterraneo, le università e i pensionamenti.</p>
<ul>
<li>E&#8217; finito Berlusconi? Una domanda che ci si comincia a fare di nuovo. Bisogna stare attenti: la morte politica di Berlusconi è stata annunciata più volte negli ultimi quindici anni e sempre disattesa da clamorose smentite e ritorni. Intanto a sinistra i giovani vanno a scuola di politica, cercando di distinguere energie reali e surrogati di palazzo.<br</li></ul><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6459" title="rsmarino-150x1501" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/rsmarino-150x15011.jpg" alt="" width="110" height="110" />Oggi: la fine solo annunciata di Berlusconi, i giovani a scuola di politica (Vendola e non solo), il bavaglio su blog e Rete, il giornalismo che cambia la storia perlomeno in America, le trivelle Bp nel Mediterraneo, le università e i pensionamenti.</p>
<ul>
<li>E&#8217; finito Berlusconi? Una domanda che ci si comincia a fare di nuovo. Bisogna stare attenti: la morte politica di Berlusconi è stata annunciata più volte negli ultimi quindici anni e sempre disattesa da clamorose smentite e ritorni. Intanto a sinistra i giovani vanno a scuola di politica, cercando di distinguere energie reali e surrogati di palazzo.<br />
<a href="http://stille.blogautore.repubblica.it/2010/07/26/e-finito-berlusconi/" target="_blank">&gt;&gt; E&#8217; finito Berlusconi? [Alexander Stille, La Repubblica]<br />
</a><a href="http://civati.splinder.com/post/23050650/porta-sfighissima-dire-che-b" target="_blank">&gt;&gt; Porta sfighissima [Pippo Civati]</a><br />
<a href="http://www.unita.it/news/italia/101653/giovani_a_scuola_di_politica_fra_caso_vendola_e_realt" target="_blank">&gt;&gt; Giovani a scuola di politica fra caso Vendola e realtà [Concita De Gregorio, L'Unità]</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.unita.it/news/italia/101653/giovani_a_scuola_di_politica_fra_caso_vendola_e_realt" target="_blank"></a> Il comma 29 della Legge Bavaglio imporrà a qualsiasi autore di blog  (anche un quindicenne metallaro, anche una dodicenne hellokittymaniaca)  l&#8217;obbligo di rettifica entro 48 ore, pena una sanzione fino a 12.500  euro. E&#8217; un pericolo esagerato ma reale, così come quello per molte piccole webtv e siti di informazione indipendente.<br />
<a href="http://leonardo.blog.unita.it//La_diabolica_rettifica_1446.shtml" target="_blank">&gt;&gt; La diabolica rettifica [Leonardo Tondelli, L'Unità]<br />
</a><a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1990" target="_blank">&gt;&gt; La Rete scrive a Calabrò sul decreto Romani [Guido Scorza]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>Le rivelazioni dei rapporti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan fatte dal sito internet Wikileas, in collaborazione con alcuni grandi quotidiani internazionali, ci parlano anche di un nuovo sistema per il giornalismo, dove c&#8217;è un diritto costituzionale di informare senza bavagli.<br />
<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7642&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">&gt;&gt; Il giornalismo che cambia la storia [Lucia Annunziata, La Stampa]</a></li>
</ul>
<ul>
<li>La BP, responsabile del disastro della marea nera nel Golfo del Messico, sta progettando la trivellazione di pozzi petroliferi profondi 1700 metri sotto il mare a poca distanza dalle coste italiane. Ma il Mare Nostrum non è un posto qualsiasi.<br />
<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T1M43" target="_blank">&gt;&gt; Quelle trivelle a 500 km da noi [Fulco Pratesi, Corriere della sera]</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T1M43" target="_blank"></a> Come periodicamente accade nel nostro Paese, si riaccende il tormentone vecchi contro giovani, con l’eterno tema del ringiovanimento dell’università italiana. L’occasione stavolta è la proposta del Pd di mandare in pensione tutti i professori sopra i 65 anni, un’idea lanciata già qualche mese fa ma tornata d’attualità dopo l’apertura del ministro Gelmini.<br />
<a href="http://www.pietroichino.it/?p=9463" target="_blank">&gt;&gt; Università, valutiamo le qualità [Irene Tinagli, La Stampa]</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Ancora una lettera dell&#8217;Aquila</title>
		<link>http://www.cambialitalia.it/ancora-una-lettera-dellaquila/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambialitalia.it/?p=7385</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7226" title="2_l_aquila_i_danni_del_terremoto_a_11_mesi_dal_sisma" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/2_l_aquila_i_danni_del_terremoto_a_11_mesi_dal_sisma.jpg" alt="" width="110" height="110" />Pubblichiamo anche qui una lettera da un cittadino aquilano che in questi giorni circola in Rete.</p>
<p>* * * * *</p>
<p><em>Cari Amici e Colleghi,<br />
chi vi scrive è un apolitico<br />
Mi chiamo Lucio, sono nato e vivo a L&#8217;Aquila e, il 07/07/2010, ho preso un giorno di ferie in quanto mia moglie voleva andare a manifestare a Roma perchè la mia città è distrutta come sempre e, contrariamente a quanto continuamente sbandierato, dopo 15 mesi, la famosa ricostruzione della città NON PARTE. Io ero dubbioso e preferivo andare ad ululare  e ad imprecare nei  boschi in quanto</em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7226" title="2_l_aquila_i_danni_del_terremoto_a_11_mesi_dal_sisma" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/2_l_aquila_i_danni_del_terremoto_a_11_mesi_dal_sisma.jpg" alt="" width="110" height="110" />Pubblichiamo anche qui una lettera da un cittadino aquilano che in questi giorni circola in Rete.</p>
<p>* * * * *</p>
<p><em>Cari Amici e Colleghi,<br />
chi vi scrive è un apolitico<br />
Mi chiamo Lucio, sono nato e vivo a L&#8217;Aquila e, il 07/07/2010, ho preso un giorno di ferie in quanto mia moglie voleva andare a manifestare a Roma perchè la mia città è distrutta come sempre e, contrariamente a quanto continuamente sbandierato, dopo 15 mesi, la famosa ricostruzione della città NON PARTE. Io ero dubbioso e preferivo andare ad ululare  e ad imprecare nei  boschi in quanto ritenevo che  manifestare  equivaleva a farsi prendere a mazzate.</em></p>
<p><em>Lei mi ha risposto che sbagliavo e che quello che dicevo era  impossibile in quanto siamo stati coccolati da tutto il mondo politico…..il 07/07/2010, infatti, gli aquilani, a Roma, sindaco compreso,  sono stati caricati e presi a manganellate dalla polizia.  ( NOI ERAVAMO RIMASTI A CASA  e le nostre teste sono rimaste integre&#8230; che  culo &#8230; ma che rabbia &#8230; non siamo più giovanissimi&#8230;.siamo stati vili? &#8230;.forse ieri si &#8230;.ma domani no !!! &#8230;che non sono più giovanissimo è vero&#8230;..ma sono  così incazzato  &#8230;) </em></p>
<p><em>Invito tutti coloro che leggono  AD ANDARE SU YOUTUBE E CERCARE    Luglio 2010: Scontri a Roma con la polizia, manganellati i terremotati aquilani    Vi invito a guardare i video correlati  ed a spedire questa mail a quanti più amici, colleghi, parenti etc possibile con la speranza che molti italiani vengano a trovarci e vedano con i loro occhi LA differenza tra ciò che gli è stato propinato dalle reti televisive e la Realtà oggettiva   ( purtroppo non è facile trattenersi per dormire,non abbiamo + molti alberghi, pensioni etc… a mangiare ci si riesce ma per dormire  dovreste arrangiarvi  nei paraggi..Teramo , Giulianova, Pescara etc…). Guardate tra i video di youtube &#8220;L&#8217;AQUILA COM&#8217;ERA POi..IL TERREMOTO CHE L&#8217;HA DISTRUTTA&#8221; .Questo è stato&#8230; ed è ancora sono state solamente nascoste parte delle macerie. ALLA FINE DEL VIDEO C&#8217;è LA SOLITA SFILZA DI CONTI CORRENTI, DONA 1 O 2 EURO ETC. NON SERVE . VORREMMO IL DOVUTO, CIO&#8217; CHE CI SPETTA, DAL GOVERNO, SENZA CHIEDERE ELEMOSINA CON IL PIATTINO IN MANO</em></p>
<p><em>E&#8217; tempo di vacanza &#8230; venite a trovarci</em></p>
<p><em>DOVE TROVERESTE UNA MODERNA POMPEI ? EST UNA ESPERIENZA INDIMENTICABILE…UN PO’ TRISTE MA PUR SEMPRE UNICA. </em></p>
<p><em>Venite davvero e raccontate ciò che vedrete </em></p>
<p><em>SARà X ME UN PIACERE FARVI DA GUIDA, OVVIAMENTE GRATUITA, NELLA NOSTRA ASSURDA CITTA&#8217;</em></p>
<p><em>UNA CITTA&#8217; CON 70.000 ABITANTI, DEL 1250, CON UNA INFINITA’ DI MONUMENTI  ( vabbè &#8230;veramente &#8230; ex monumenti )  E BELLEZZE NATURALI è  TUTT’ ORA MORTA</em></p>
<p><em>IL LAVORO è SOTTO ZERO.  molti che lo avevano lo hanno perso ( tra cui mia moglie ) SE LO TROVI, L’OFFERTA VA DAI 3,50 EURO AI 5 EURO L’ORA. CHIARAMENTE IN  NERO.  Che bello. Altro che il sogno americano </em></p>
<p><em> Ci sono state manifestazioni importanti di cui nessuna rete televisiva nazionale ha dato informazione. Giorni fa un corteo di protesta con oltre 20.000 persone…estremamente composto&#8230;nessuno scontro&#8230; neanche nessuna discussione&#8230;AVETE SAPUTO NULLA ?????</em></p>
<p><em>Siamo gente per bene. Non sappiamo cosa siano i  provocatori. A Roma non c&#8217;erano infiltrati  o altre stronzate del genere. Ad essere manganellate sono state famiglie, anziani, donne &#8230;. e studenti che pur non essendo di L&#8217;Aquila amano la nostra città.</em></p>
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		<title>Vendola o non Vendola? Non è questo il problema</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 16:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6647" title="nuova_5" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/nuova_5-150x140.jpg" alt="" width="110" height="110" />In relazione all&#8217;<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=SZAW1" target="_blank">articolo apparso oggi su  Repubblica</a>, teniamo a precisare che Cambia l&#8217;Italia (l&#8217;area politica che  fa riferimento a Ignazio Marino) non è interessata ad entrare nel gioco  del &#8220;toto nomi&#8221; che i giornali stanno alimentando sulla futura  leadership del centrosinistra. Inutile puntare su nomi e cognomi trascurando le idee e i programmi.  Senza quelli, qualsiasi aspirazione a succedere alla destra al governo  del Paese risulterebbe inconsistente. Non vogliamo essere coinvolti in  un gioco fatto di indiscrezioni e retroscena politici che tralasciano  del tutto le necessità dei cittadini.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6647" title="nuova_5" src="http://www.cambialitalia.it/wp-content/uploads/nuova_5-150x140.jpg" alt="" width="110" height="110" />In relazione all&#8217;<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SZAW1" target="_blank">articolo apparso oggi su  Repubblica</a>, teniamo a precisare che Cambia l&#8217;Italia (l&#8217;area politica che  fa riferimento a Ignazio Marino) non è interessata ad entrare nel gioco  del &#8220;toto nomi&#8221; che i giornali stanno alimentando sulla futura  leadership del centrosinistra. Inutile puntare su nomi e cognomi trascurando le idee e i programmi.  Senza quelli, qualsiasi aspirazione a succedere alla destra al governo  del Paese risulterebbe inconsistente. Non vogliamo essere coinvolti in  un gioco fatto di indiscrezioni e retroscena politici che tralasciano  del tutto le necessità dei cittadini.</p>
<p>L&#8217;area di Cambia l&#8217;Italia,  inoltre, ha già un suo riferimento politico: siamo all&#8217;interno del  Partito Democratico, dove vogliamo proporre idee solide e innovative,  impegnarci per il rinnovamento della politica e della classe dirigente,  il lavoro, l&#8217;attenzione per l&#8217;ambiente, i diritti, il rilancio  dell&#8217;Europa. Detto questo, è evidente il nostro apprezzamento per  l&#8217;azione politica di Nichi Vendola. La sua voglia di cambiamento e lo  sforzo di innovazione della comunicazione che sta compiendo, hanno tutta  la nostra ammirazione. Nessuna politica dell&#8217;uno contro l&#8217;altro,  dunque, ma una somma di intelligenze per costruire la vera alternativa.</p>
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